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Antipasti caldi Piemontesi

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Raccogliamo dal web le richieste di pubblicare alcune ricette di antipasti piemontesi famosi in tutta Italia

capunet_250CAPONÈT

Come i capponi non cantano più... da galli, così il ripieno di questo caponèt  (capponato) viene racchiuso nei fiori sterili degli zucchini
Come i capponi non cantano più ...da galli, così il ripieno di questo caponèt  (capponato) viene racchiuso nei fiori sterili degli zucchini

10 fiori di zucchine
300 g di polpa di fassone piemontese cotta al forno
100 g di salame cotto
prezzemolo
2 uova 
100 g circa di parmigiano grattuggiato 

Si prendono dei bei fiori di zucchine e si riempiono con una farcia preparata con la carne, il salame, prezzemolo e uova. Si mettono in padella con un filo d’olio e si servono caldi con del parmigiano grattugiato eventualmente abbinandolo con una crema dello zucchino.


 

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FRITTURA DOLCE (detto semolino)

1 litro di latte
250 g di semolino di grano
30 g di burro
180 g di zucchero
Scorza di un limone grattugiato
3 rossi d’uovo
Pane grattato
Olio
 
Si porta a bollire il latte con il burro e lo zucchero, quindi si aggiunge la scorza di limone con il semolino.
Dopo 10 minuti di cottura si manteca il semolino con i tuorli d’uovo. Si prende un piatto, lo si unge di olio e vi si rovescia il composta cercando di formare uno strato alto circa 3 cm. Si lascia raffreddare e si taglia il semolino a rombi quindi si passano nell’uovo sbattuto, nel pane e poi vengono fatti friggere in olio bollente.
 
I semolini vanno a comporre l’assortimento del fritto misto alla piemontese ma possono essere dei ghiotti spuntini per bambini e adulti golosi. Un segreto: scegliere la semola biologica e macinata a pietra.

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FONDUTA CON I TARTUFI
Circa duecento anni fa si stabilì un regolare commercio per la vendita del vino piemontese nella Valle d’Aosta; i cantunè (mal pagati per il lavoro svolto) iniziarono un piccolo commercio in proprio trasportando in Alba, al ritorno, sul grosso carro ormai alleggerito, le belle forme intere del delizioso formaggio fontina, che per essere conservato nelle stagioni calde, le massaie portavano allo stato liquido con l’aggiunta del latte e, per dare un pò di colore, aggiungevano un tuorlo d’uovo di cascina.
 
1 kg di fontina
8 tuorli d’uovo
100 g di burro 
tartufo d’Alba
 
Ritagliare la fontina a dadini e scioglierla a bagnomaria con l’aggiunta di latte e burro.
Lavorare con energia con un cucchiaio fino a quando la fontina si sarà sciolta completamente, quindi aggiungere i  tuorli d’uovo e portare a fine cottura, cioè fino a quando avremo ottenuto una consistenza cremosa. Attenzione la fonduta non deve mai bollire!
 
In un piatto fondo mettere un cucchiaio di fonduta e spolverare con del tartufo d’Alba.
Altre idee per usare la fonduta? Abbinandola con dei flan di verdure oppure come primo piatto, in un risotto di cardi.